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40 anni di Soccorso Speleologico in Trentino

La speleologia è quella disciplina che ha per scopo la scoperta e lo studio dell’ambiente ipogeoL’attività dello speleologico si svolge in maggioranza nelle grotte che si sviluppano nei massicci calcarei e in parte in quelle cavità che si formano nelle rocce granitiche, nei conglomerati, nei depositi eruttivi vulcanici, negli ambienti sotterranei artificiali e nelle gallerie e pozzi che si formano nei ghiacciai.

Anche se le grotte erano frequentate dall’uomo primitivo e dopo diversi secoli successivi dai primi studiosi, è solo verso la fine del 1800 che nascono i gruppi grotte che aumentavano durante il 1900 e di conseguenza anche il numero di frequentatori. Come in tutte le attività dove c’è il rischio di incorrere in un infortunio, anche la speleologia non è esente da questi incidenti. Sino alla fine degli anni 50, i non molti incidenti erano stati risolti autonomamente dai gruppi di soccorso locali non organizzati.

Nel 1965 la speleologia italiana è in piena espansione e si comincia ad avere coscienza della necessità di una formazione specifica, attrezzature idonee e di un’organizzazione strutturata ed è così che nel 1966 il Soccorso Speleologico entra a far parte del C.S.A. del Club Alpino Italiano (CAI).

Attualmente il territorio nazionale è suddiviso in 14 Zone di Soccorso Speleologico con circa 650 tecnici. Inoltre esistono alcune Commissioni che centrano il loro lavoro su temi specifici: commissione tecnica, medica, speleosubacquea e disostruzioni.


Il Trentino, in collaborazione con Alto Adige e Veneto con i quali svolge esercitazioni e interventi  in grotta dove servono appunto un gran numero di uomini e materiali, costituisce il Soccorso Speleologico nel 1977 per cui oggi ricorre il 40° anno di fondazione.

 

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