• +0461 233166
  • info@soccorsoalpinotrentino.it

Comunicati e news

Altro intervento del Soccorso Alpino Trentino per portare in salvo due sciatori persi nella zona di passo Presena

7 marzo 2018

Si tratta di due ragazzi tra i 20 e i 30 anni, uno israeliano e l’altro polacco. Ieri avevano raggiunto passo Presena con gli impianti per trascorrere una giornata sugli sci ma dopo essersi diretti verso il rifugio Mandron non sono più riusciti a tornare indietro.

Nella zona dove i due ragazzi si sono persi non c’era campo e l’allarme è scattato in serata. Sono subito intervenute le squadre di terra dell’Area Operativa Trentino Occidentale del Soccorso alpino trentino, le quali sono riuscite a individuare e raggiungere i due dispersi, illesi, verso le 20.30 a una quota di circa 2400 m. In considerazione delle condizioni ambientali e della neve, si è preferito far trascorrere la notte al riparo nel bivacco del rifugio Mandron con coperte e bevande calde. In mattinata sono stati recuperati e accompagnati a valle con delle racchette da neve.

Dopo i diversi episodi avvenuti in questa zona nell’ultimo periodo, in accordo con la società degli impianti si stanno adottando misure di prevenzione più incisive per evitare che succedano altri eventi di questo tipo. Il Soccorso alpino trentino ringrazia la fattiva collaborazione della società degli impianti, che ha messo a disposizione i mezzi e il personale per facilitare le operazioni di soccorso.

Recuperati i due turisti svedesi dispersi da ieri nella zona di passo Presena

5 marzo 2018

Questa mattina si sono concluse positivamente le ricerche di due turisti svedesi che ieri sera non erano rientrati in albergo dopo una giornata sugli sci. Dopo aver raggiunto passo Presena con gli impianti, i due sciatori si sono diretti erroneamente verso il rifugio Mandron e non sono più riusciti a tornare sulle piste. Questa mattina verso le 10.30 sono stati trovati, illesi, poco sopra il rifugio, dopo aver trascorso la notte all’aperto.

Ad intervenire sono stati gli uomini delle squadre di terra del Soccorso alpino dell’Area operativa Trentino Occidentale che sono riusciti ad avvistare e raggiungere i due sciatori, poco sopra il rifugio Mandron. Grazie all’intervento dell’elicottero, i due sono stati recuperati con il verricello ed elitrasportati a Pinzolo. Due ambulanze li hanno portati poi all’ospedale di Tione per gli accertamenti medici.

ricerche_Marco_Boni

Le ricerche di Marco Boni, scomparso da Riva del Garda il 16 febbraio scorso

23 febbraio 2018

Sono state sospese a partire da ieri pomeriggio – giovedì 22 febbraio – le ricerche di Marco Boni, il sedicenne scomparso da Riva del Garda lo scorso 16 febbraio.

Da venerdì 16 febbraio si sono susseguiti giorni intensi di ricerche dagli esiti, purtroppo, sempre negativi. Con il grande impegno degli uomini del Soccorso Alpino Trentino e delle altre forze che si sono attivate, sono state battute tutte le piste fino ad ora conosciute, scandagliando le aree montuose limitrofe a Riva del Garda.

L’allarme è scattato venerdì sera attorno alle 21.00. Le ricerche sono cominciate immediatamente e si sono protratte fino alle 2.00 di mattina, coinvolgendo le squadre di terra del Soccorso Alpino dell’Area Operativa Trentino Meridionale e i Vigili del Fuoco di Riva del Garda. I primi tentativi si sono concentrati sul versante est del monte Rocchetta e lungo il sentiero della Pinza, senza dare nessun esito.

soccorso_alpino

Il giorno seguente, sabato 17 febbraio, con la luce del giorno è stato battuto nuovamente il percorso affrontato nella notte. Oltre ai tecnici del Soccorso Alpino Trentino – che hanno provveduto ad effettuare delle calate di corda sulle pareti – sono intervenute le unità cinofile del Soccorso Alpino Trentino, i Vigili del Fuoco di Riva del Garda e un elicottero, per effettuare delle ricognizioni dall’alto. Con l’ausilio di un cane molecolare della “Scuola provinciale Cani da ricerca” è stata perlustrata la zona di San Giacomo verso la Maddalena. Sono stati chiamati gli “Psicologi per i popoli”, un’associazione di volontariato della Protezione Civile Trentina, per parlare con i compagni di classe del ragazzo e con i genitori.

Oltre alla zona del monte Rocchetta, a partire da sabato 17 febbraio e nei giorni successivi, sono state ispezionate in più occasioni le zone del monte Brione, della Maddalena, del monte Tombio, del sentiero del Ponale e del torrente Albola, quest’ultima con l’ausilio del gruppo tecnico forre del Soccorso Alpino Trentino, senza nessun esito.

In seguito ad una segnalazione ricevuta martedì 20 febbraio, le ricerche si sono focalizzate sul Monte Brione. Più di 50 uomini sono intervenuti tra le squadre di terra dell’Area Operativa Trentino Meridionale del Soccorso Alpino Trentino e la Guardia di Finanza – impegnati nelle calate di corda sui crinali – le unità cinofile del Soccorso Alpino Trentino, della Polizia, della Guardia di Finanza e della Scuola Provinciale Cani da ricerca, i droni dei Vigili del Fuoco.

Infine, in seguito all’emergere di una possibile nuova pista, nella mattina di giovedì 22 febbraio dalle 8.00 alle 13.00 sono state effettuate le ultime ricerche nella zona di Cima Sat e del Monte Sperone, in un ambiente particolarmente impervio. È stato richiesto l’intervento dell’elicottero per portare in quota gli uomini del Soccorso alpino Trentino e della Guardia di finanza, impegnati a ispezionare i sentieri e i crinali della montagna con delle calate di corda. Effettuate anche delle ricognizioni dall’alto con l’elicottero e con i droni ma, ancora, nessun risultato.

In seguito a tutti i tentativi falliti, le ricerche del Soccorso Alpino Trentino sono state dichiarate ufficialmente concluse a partire dal pomeriggio di giovedì 22 febbraio. Il Soccorso Alpino Trentino rimane a disposizione in caso di nuove indicazioni.
In questi giorni sono stati moltissimi gli uomini coinvolti nelle ricerche. Per dare un contributo, sono accorsi tanti tecnici del Soccorso Alpino Trentino, anche di altre Aree Operative. Un grande ringraziamento va all’impegno di queste persone e alla disponibilità dei loro datori di lavoro per i numerosi permessi concessi.

ricerche_Marco_Boni_Riva

Sono stati ritrovati illesi i due sciatori inglesi, dispersi da ieri nella zona di passo Presena

16 febbraio 2018

Hanno dato esito positivo le ricerche da poco concluse di due sciatori inglesi, di cui una minore, dispersi da ieri nella zona del passo Presena. I due sono stati trovati, illesi, vicino al lago Scuro del Mandrone, dopo una notte passata all’addiaccio.

A dare l’allarme, ieri intorno alle 20.00, è stato l’albergo dove i due turisti soggiornavano. Le ricerche sono cominciate subito con l’intervento degli uomini dell’Area operativa Trentino Occidentale del Soccorso alpino trentino, supportati da un elicottero dell’esercito con visori notturni. Non si avevano indicazioni sul percorso preciso che i due sciatori volevano fare, se non che erano intenzionati a salire verso il passo Presena. A causa del buio e per il possibile pericolo valanghe nella zona, le ricerche si sono dovute fermare prima di riuscire a individuare i due dispersi.

Questa mattina presto le ricerche sono ricominciate con il coinvolgimento degli uomini dell’Area operativa Trentino Occidentale del Soccorso alpino trentino e dell’elicottero. I due sciatori sono stati avvistati nei pressi del lago Scuro del Mandrone dall’elicottero, raggiunti dagli uomini del soccorso e trasportati in Tonale, dove sono stati visitati da un medico.

I due sciatori inglesi, padre e figlia, sono saliti ieri mattina fino al passo Presena con gli impianti. In fuoripista, si sono diretti in Val Genova verso il rifugio Mandrone, cercando di raggiungere Ponte di Legno. Hanno poi riscontrato delle difficoltà e, con l’arrivo del buio, hanno deciso di fermarsi per la notte. Questa mattina sono stati avvistati mentre cercavano di tornare a valle.

Recuperati due sciatori travolti da una valanga in Val Taviela, sopra Pejo

15 febbraio 2018

Si è concluso da poco un intervento degli uomini del Soccorso alpino trentino in Val Taviela sopra Pejo, a quota 2300 m., per il recupero di due sciatori travolti da una valanga.

I due escursionisti trentini, uno con gli sci e l’altro con la tavola da snowboard, erano saliti con la funivia Pejo 3000 e stavano scendendo in fuoripista lungo la Val Taviela. In tarda mattinata, una valanga con uno sviluppo di 350 metri circa, ha travolto entrambi. Mentre uno dei due è riuscito a mettersi subito in salvo, il secondo è stato trasportato a valle con dei balzi per circa 70/80 metri, rimanendo semicoperto. Il suo compagno, illeso, ha dato subito l’allarme chiamando il Numero Unico di Emergenza 112.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino Occidentale ha chiesto l’intervento dell’elicottero e delle squadre di terra. Lo scialpinista è stato presto individuato e soccorso. Imbarcato sull’elicottero con il verricello, è stato trasportato all’Ospedale Santa Chiara di Trento con dei politraumi.

Recuperato anche il secondo scialpinista che si trovava, illeso, a monte della valanga.

Recuperato un escursionista padovano in gita con le ciaspole nei pressi di malga Laghetti nel Vanoi

Domenica 11 febbraio, alle 16.15, gli uomini del Soccorso alpino dell’Area operativa Trentino Orientale sono intervenuti nei pressi di malga Laghetti a quota 1400 m. (comune di Pieve Tesino), per il recupero di un escursionista padovano di 25 anni che non era più in grado di rientrare autonomamente da una gita con le ciaspole.

A dare l’allarme sono stati i quattro escursionisti che erano con lui. È stato pertanto allertato il Numero Unico di Emergenza 112. Il coordinatore dell’Area operativa Trentino Orientale ha inviato sul posto da Caoria due tecnici del Soccorso alpino con un quad cingolato per recuperare l’escursionista. Trasportato al rifugio Refavaie, si è rifocillato recuperando le forze.

Recuperato con l’elicottero un uomo ferito scivolato in un canalone in Vallarsa

30 gennaio 2018

Questa mattina si è verificato un incidente in Vallarsa. Un uomo (di cui al momento non conosciamo l’identità) stava facendo un’escursione da solo quando è scivolato in un canalone. Un testimone ha assistito all’incidente ed ha chiesto aiuto al Numero Unico di Emergenza 112.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino Meridionale del Soccorso alpino trentino ha chiesto l’intervento dell’elicottero, allertando contemporaneamente le squadre di terra del Soccorso alpino. L’uomo, raggiunto dall’elisoccorso, è stato medicato e caricato a bordo del mezzo aereo con il verricello per essere trasportato all’ospedale di Trento.

Perde la vita una vicentina trentenne in gita con le ciaspole sul Monte Coppolo, a Passo del Brocon

28 gennaio 2018

Oggi intorno, alle 12.30, si è verificato un incidente mortale su Monte Coppolo, a una quota di circa 2000 metri, nei pressi di Passo del Brocon (nella foto in alto un momento dei soccorsi) dove ha perso la vita un’escursionista vicentina trentenne, caduta per circa 300 metri in un canalone mentre con il marito era impegnata in una gita con le ciaspole.

Il tragico incidente è avvenuto durante la salita, prima della cresta terminale che porta alla cima della montagna, in una zona in ombra, dove probabilmente le racchette da neve della donna non sono riuscite a fare presa sul terreno ghiacciato, facendola scivolare nel canalone. Una caduta che purtroppo non le ha lasciato scampo.

Il marito, sotto chock, è riuscito a chiedere aiuto al Numero Unico di Emergenza 112 che, a sua volta, ha attivato subito i soccorsi. Il coordinatore dell’Area operativa Trentino Orientale del Soccorso alpino trentino ha chiesto l’intervento dell’elicottero, inviando sul posto anche una squadra di terra di dieci tecnici del Soccorso alpino della Zona Valsugana-Tesino.

Giunti sul posto i soccorritori purtroppo non hanno potuto fare nulla per la giovane escursionista, il cui corpo è stato caricato a bordo dell’elicottero con il verricello e trasportato alla camera mortuaria di Castello Tesino.

Soccorso questa mattina scialpinista nella zone di Cima Carega, nelle piccole Dolomiti

21 gennaio 2018

Nuovo incidente questa mattina nella zona di Cima Carega, a Vallarsa, nel Gruppo delle Piccole Dolomiti, dove è stato soccorso, intorno alle 9.30, uno scialpinista scivolato per circa 200 metri in un canalone, riportando dei politraumi.

A dare l’allarme al Numero Unico di Emergenza 112 sono stati altri sci alpinisti che si trovavano nella zona e che hanno assistito all’incidente.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino Meridionale del Soccorso alpino trentino ha chiesto l’intervento dell’elicottero e, a supporto, l’intervento delle squadre di terra della Zona Basso Trentino del Soccorso alpino.

L’incidente è avvenuto in località Pra degli Angeli. Uno volta raggiunto dai soccorritori, lo scialpinista è stato caricato sulla barella, imbarcato sull’elicottero con il verricello e trasportato all’Ospedale Santa Chiara di Trento.

Escursionista scivola in un canalone su Cima Carega, nelle Piccole Dolomiti

20 gennaio 2018

Oggi, poco dopo le 13.30, si è verificato un incidente su Cima Carega, nelle Piccole Dolomiti, dove un escursionista vicentino cinquantenne è scivolato in un canalone per circa 100 metri, riportando dei politraumi.

L’uomo si trovava in compagnia del figlio quindicenne quando, ad un tratto, in località Passo Zebola, ha perso aderenza a causa del fondo ghiacciato, scivolando in un canalone, parallelo ad un altro dove pochi giorni fa si è verificato un analogo incidente.

Fortunatamente, poco distante, transitava un’altra coppia di escursionisti che ha assistito all’incidente e che ha chiamato subito i soccorsi, telefonando al Numero Unico di Emergenza 112.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino Meridionale del Soccorso alpino trentino ha quindi chiesto l’intervento dell’elicottero, inviando sul posto anche le squadre di terra della Zona Basso Trentino del Soccorso alpino.

Giunti sul posto i soccorritori hanno caricato sulla barella il ferito, imbarcandolo sull’elicottero con il verricello, trasportandolo, quindi, all’Ospedale Santa Chiara di Trento. Nel frattempo una squadra di tecnici del Soccorso alpino ha raggiunto il figlio dell’escursionista, incolume, accompagnandolo fino a valle.

Date le particolari condizioni del manto nevoso che presenta ampie zone ghiacciate, il Soccorso alpino raccomanda di utilizzare i ramponi anche sui sentieri che normalmente si percorrono con le pedule. Sui traversi e i tratti esposti sono sconsigliate le ciaspole o le cosiddette catenelle (piccoli ramponi da pedule) perchè non danno sufficiente garanzia di tenuta.
Il manto nevoso è stato lavorato anche dall’azione del vento che ha creato delle croste di neve molto dura, paragonabile al ghiaccio e quindi molto insidiose in particolare nelle Prealpi e nelle Piccole Dolomiti.

Left Menu Icon
Right Menu Icon