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Il Premio Zanlucchi va al Gruppo Tecnico Unità Cinofile del Soccorso Alpino Trentino

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Il Premio Zanlucchi va al Gruppo Tecnico Unità Cinofile del Soccorso Alpino Trentino

Si è svolta ieri, martedì 4 dicembre nella sala della Cooperazione a Trento, la cerimonia di assegnazione del Premio Ernesto Zanlucchi 2018, destinato a chi si è distinto in attività a sfondo sociale. Siamo felici di comunicare che questo importante riconoscimento è stato assegnato al Gruppo Tecnico Unità Cinofile del CNSAS Trentino.

Giunto quest’anno alla sua quinta edizione, il premio è nato per volere della Fondazione Cassa Rurale di Trento e della famiglia di Ernesto Zanlucchi, per ricordare la figura e l’opera di quello che è stato il primo pilota di elicottero del servizio di soccorso in montagna creato dal medico Scipio Stenico.

Il premio è stato assegnato al Gruppo Tecnico Unità Cinofile del CNSAS Trentino con la seguente motivazione:
“Per l’opera, la passione e la preparazione tecnica dei Conduttori delle Unità Cinofile da Valanga del Soccorso Alpino – Servizio Provinciale Trentino, insostituibile valore aggiunto nella gestione del soccorso organizzato in caso di incidenti in valanga.
All’impegno dei Conduttori a garantire nel periodo invernale supporto operativo all’equipe di elisoccorso.
All’attaccamento dei Conduttori al proprio cane, in ogni momento considerati non solo un semplice strumento di “lavoro” ma dei compagni di vita e di esperienze, requisito indispensabile per il successo nelle attività addestrative e operative”.

Il riconoscimento è stato consegnato dalla presidente della Fondazione Cassa Rurale di Trento Rossana Gramegna e dai figli di Ernesto Zanlucchi, Anna e Alessandro, a Walter Cainelli con Stark, Federica Masè con Shaky, Ettore Tonolli con Gea e Fabio Zanon con Icaro, in rappresentanza delle 10 unità cinofile attive sul nostro territorio e delle 3 in formazione.

Alla domanda di Rossana Gramegna sul rapporto che lega il cane e il suo conduttore, il coordinatore del gruppo tecnico Walter Cainelli risponde: “Si tratta di un rapporto speciale e simbiotico. Il cane non è semplicemente un compagno di lavoro ma un vero e proprio compagno di vita. Fin dai primi mesi vive a stretto contatto con il proprio conduttore che si occupa quotidianamente del suo benessere e del suo addestramento, durante il quale impara ad affrontare la ricerca delle persone disperse come un gioco più che come un lavoro. Solo costruendo questa sinergia si riesce ad ottenere da questi splendidi animali la volontà e la capacità di agire in totale affiatamento e dedizione anche quando la neve, il freddo, il vento, la stanchezza ostacolano la ricerca di un travolto”.

La cerimonia si è conclusa con l’intervento del direttore del CNSAS Trentino Omar Camozzi: “Siamo ormai giunti, dopo cinque edizioni, alla conclusione dell’iniziativa che ha dato vita al Premio Ernesto Zanlucchi e auspichiamo che nel futuro si possa proseguire con un nuovo progetto, anche sotto una forma differente, così da mantenere vivo il ricordo di Ernesto Zanlucchi e valorizzare l’importante attività del Soccorso Alpino Trentino”.

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