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Incidente mortale in Paganella prima dell’attacco della Ferrata delle Aquile

Incidente mortale in Paganella prima dell’attacco della Ferrata delle Aquile

Domenica 23 febbraio 2020

Il corpo senza vita di un escursionista di 33 anni della provincia di Parma è stato ritrovato nel canalone che precede il punto di attacco della Ferrata delle Aquile in Paganella, nella stessa zona dove lo scorso 2 febbraio era avvenuto un incidente analogo. L’uomo aveva deciso di affrontare da solo la ferrata delle Aquile. In serata, il suo mancato rientro ha fatto allarmare la comitiva che lo stava aspettando in pullman e che ha allertato il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 17.25.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero. Con un sorvolo sopra la zona lungo la quale si sviluppa la ferrata l’equipaggio ha individuato la salma dell’escursionista alla base del canalone. Il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica sono stati verricellati sul posto ma per l’uomo non c’era ormai nulla da fare. Fatale per lui una scivolata lungo il pendio innevato e ghiacciato. Dopo il nullaosta delle autorità la salma è stata ricomposta ed elitrasportata a Fai della Paganella.


Intervento complesso in Bondone: escursionista elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento

In contemporanea all’intervento in Paganella, di cui si è data notizia nel comunicato precedente, il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino è stato allertato per il recupero di un escursionista trentino sul versante est del Bondone lungo il sentiero 626 a una quota di circa 1500 m.s.l.m. L’uomo si trovava sul sentiero da solo quando è scivolato per alcuni metri sul terreno reso scivoloso da neve e ghiaccio e si è procurato un trauma all’arto superiore e diverse contusioni. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata poco prima delle 18.

Sul posto è stato inviato l’elicottero che ha individuato l’infortunato grazie al supporto dei visori notturni e ha verricellato il Tecnico di Elisoccorso sull’infortunato. L’intervento si è rivelato da subito complesso perché il ferito si trovava in una zona particolarmente impervia e ripida, dentro a un canalone. L’elicottero ha quindi recuperato a bordo un secondo Tecnico di Elisoccorso grazie al quale è stato possibile verricellare in sicurezza sul ferito l’equipe sanitaria, quando ormai il buio era calato. Una volta stabilizzato, l’escursionista è stato imbarellato e recuperato a bordo dell’elicottero con il verricello e trasferito all’ospedale Santa Chiara di Trento.
L’operazione di soccorso si è conclusa verso le 20.15 con successo grazie a un lavoro di coordinamento straordinario tra tutti i componenti dell’elisoccorso.

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