• +112
  • info@soccorsoalpinotrentino.it

Archivio comunicati stampa

Intervento per un parapendio sul Col Rodella (Val di Fassa)

Lunedì 21 settembre 2020

Un pilota di parapendio francese del 1950 è stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento con una frattura esposta all’arto inferiore e un probabile trauma all’arto superiore, dopo essere precipitato un centinaio di metri più a valle rispetto all’area di decollo del Col Rodella. L’uomo è finito a terra su un pendio piuttosto ripido dove ci sono i paravalanghe. Dopo l’incidente è stato raggiunto da alcuni compagni che hanno provveduto a prestargli il primo soccorso e a chiamare il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 10.15.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di elisoccorso e l’equipe medica, dopo che i compagni dell’infortunato avevano raccolto e chiuso la sua vela. L’uomo è stato quindi stabilizzato, imbarellato e recuperato a bordo dell’elicottero tramite il verricello per il trasferimento all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Intervento notturno sulla Torre d’Ambiez (Dolomiti di Brenta, San Lorenzo in Banale)

Domenica 20 settembre 2020

Si è concluso dopo le 3 del mattino un intervento in soccorso a due alpiniste incrodate sulla Torre d’Ambiez a una quota di circa 2.800 m.s.l.m (Dolomiti di Brenta, San Lorenzo in Banale). Le due donne, residenti in Lombardia del 1985 e del 1987, dopo un probabile errore di valutazione nella seconda calata in doppia si sono trovate in una posizione sfasata rispetto alla consueta via di discesa. Non riuscendo più a proseguire in autonomia hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 20 di ieri sera.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che, tuttavia, non ha potuto effettuare il recupero a causa della nebbia presente in quota. Sette operatori della Stazione San Lorenzo in Banale sono saliti in jeep fino al rifugio Agostini e si sono messi in cammino per soccorrere le due alpiniste via terra, mentre i Vigili del Fuoco illuminavano la parete e il sentiero con una fotoelettrica dal rifugio Cacciatore. Una volta arrivati alla base della parete, i soccorritori hanno affrontato il primo tiro della Via normale per poi attrezzare un traverso con una corda fissa di una decina di metri fino a raggiungere le due donne. Le due alpiniste, incolumi, sono state messe in sicurezza e calate fino alla base della parete dove, nel frattempo, alcuni soccorritori avevano allestito una corda fissa per affrontare in sicurezza il tratto di roccette che dalla base della parete porta al sentiero. Infine, i soccorritori e le due alpiniste sono rientrati dal sentiero fino al rifugio Agostini.

foto di Valerio Rigotti
Foto di Valerio Rigotti
Foto di Valerio Rigotti

Incidente mortale: donna perde la vita nei boschi sopra Strembo

Venerdì 18 settembre 2020

Il corpo senza vita di una donna residente a Orzinuovi (BS) del 1949 è stato recuperato in un canalone molto impervio nei boschi sopra l’abitato di Strembo a una quota di circa 1.400 m.s.l.m. ed elitrasportato al campo sportivo di Strembo. Non si conosce la dinamica esatta dell’accaduto poiché la donna era sola al momento dell’incidente. A lanciare l’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 13 sono stati i familiari dopo che il marito della donna è scivolato per più di 150 metri lungo un canalone procurandosi sospetti politraumi, mentre stava cercando la moglie che non riusciva più a contattare.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha individuato l’uomo infortunato ed ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica. Mentre l’uomo veniva preso in cura dal medico, l’elicottero ha elitrasportato in quota una squadra della Stazione Val Rendena Busa di Tione per dare supporto nel recuperare l’uomo a bordo dell’elicottero – visto il terreno molto impervio in cui si trovava – e per cercare la donna che ancora non era stata individuata. Le ricerche da terra e tramite sorvolo dell’elicottero si sono protratte fino alle 16.20 circa, quando il corpo senza vita della donna è stato ritrovato 150 metri più a valle di dove era stato soccorso il marito. Una volta ottenuto il nullaosta delle autorità, la salma è stata ricomposta e trasferita in elicottero al campo sportivo di Strembo. Il marito, invece, è stato ricoverato all’ospedale Santa Chiara di Trento.
All’intervento hanno partecipato anche i Vigili del Fuoco e il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza.

Diversi interventi in soccorso a piloti di parapendio

Martedì 15 settembre 2020

Una pilota di parapendio residente a Pinzolo del 1994 è stata soccorsa in località Pradalago, sopra l’abitato di Madonna di Campiglio, dopo essere precipitata a terra lungo la pista della Skiarea Campiglio Dolomiti, un centinaio di metri sotto la zona del decollo. Nel precipitare a terra la donna si è procurata un probabile trauma a entrambe le caviglie. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 11.30.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero mentre sul posto, nel frattempo, si portava anche la Guardia attiva di turno a Madonna di Campiglio e la Guardia di Finanza. Dopo essere stata stabilizzata dall’equipe medica dell’elisoccorso, la donna è stata imbarcata a bordo e trasferita all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Un pilota di parapendio di nazionalità svizzera del 1950 è precipitato in mezzo agli alberi ed è rimasto appeso con la vela su una pianta a un’altezza di circa 20 metri da terra in località Soracrepa, sopra l’abitato di Canazei (Val di Fassa). Illeso ma in difficoltà, ha chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 13.30.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha inviato sul posto una squadra della Stazione Alta Fassa che ha raggiunto il pilota risalendo la pianta con tecniche di treeclimbing. L’uomo, quindi, è stato assicurato e calato fino a terra in sicurezza. Per lui non è stato necessario il ricovero in ospedale.

Un pilota di parapendio straniero è precipitato a terra poco sopra il rifugio Passo delle Selle in Val di Fassa a una quota di circa 2.600 m.s.l.m. sbattendo violentemente la schiena. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 15.30 da un altro pilota che ha assistito all’incidente ed è atterrato poco lontano per prestargli il primo soccorso.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha sbarcato in hovering il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica. Dopo aver ricevuto le prime cure mediche, l’uomo, cosciente, è stato stabilizzato, verricellato a bordo dell’elicottero e trasferito all’ospedale di Cavalese.

Lo stesso elicottero, non appena terminato l’intervento, è volato sulla sommità del Piz Ciavazes (gruppo del Sella) per soccorrere un altro pilota di parapendio straniero che ha sbattuto contro la roccia, ferendosi a un arto inferiore. L’uomo, una volta ricevute le prime cure sanitarie da parte dell’equipe medica, è stato elitrasportato all’ospedale di Cavalese.

Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino raccomanda ai piloti di parapendio, nel caso in cui dovessero trovarsi nella zona di intervento dell’elisoccorso, di interrompere immediatamente i decolli oppure, se già in volo, di allontanarsi per lasciare spazio di manovra.

Intervento lungo e complesso sulla via Perla Nera (cima dei Lastei, gruppo Pale di San Martino)

Sabato 12 settembre 2020

Si è concluso poco dopo le 20 un intervento lungo e complesso in soccorso di una cordata di due persone sulla via Perla Nera (cima dei Lastei, Pale di San Martino). I due alpinisti si trovavano a quattro tiri dall’uscita della via quando il primo di cordata è precipitato per una ventina di metri dopo che un appiglio aveva ceduto sotto i suoi piedi. Nella caduta l’uomo, del 1964 e residente in provincia di Vicenza, ha sbattuto contro la roccia procurandosi diverse botte e ferite al volto. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 14.10.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che, tuttavia, non ha potuto portare a termine il recupero a causa della fitta nebbia presente in quota. Quattro operatori delle Stazioni Primiero e San Martino di Castrozza sono stati recuperati a bordo del velivolo, elitrasportati fino al limitare della nebbia e verricellati lungo un canale di rocce. Quindi hanno scalato fino alla cima dei Lastei e da qui si sono calati in corda doppia per circa 200 metri fino a raggiungere l’infortunato il quale, nel frattempo, era stato messo in sicurezza dal compagno. I soccorritori, dopo aver prestato il primo soccorso all’infortunato, hanno attrezzato le corde doppie per calare la cordata fino a una cengia, un centinaio di metri più sotto, per consentire all’elicottero di effettuare il recupero in modo più agevole. Grazie a una finestra di bel tempo, poco prima del crepuscolo, l’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites è riuscito a decollare e a recuperare a bordo la cordata e i soccorritori. L’infortunato è stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Altri interventi significativi di giornata:

Un ragazzo tedesco del 1992 è scivolato per una quindicina di metri mentre stava percorrendo il sentiero con cordino metallico di avvicinamento alla falesia Muro dell’asino (Laghel, Arco). Nella scivolata il ragazzo si è procurato sospetti traumi, ferite ed escoriazioni. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 14.30.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento degli operatori della Stazione Riva del Garda che hanno raggiunto l’infortunato in un quarto d’ora a piedi, insieme ai sanitari del 118. Considerata la dinamica dell’incidente, è stato chiesto l’intervento dell’elicottero, decollato dal Veneto perché gli elicotteri di Trento erano impegnati in altri interventi e atterrato poco lontano. Il ragazzo, dopo aver ricevuto le prime cure mediche, è stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Un escursionista tedesco del 1939 è scivolato lungo il ripido pendio erboso che costeggia il sentiero Viel del Pan (Canazei, Val di Fassa) per circa 150 metri procurandosi dei politraumi. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 15.40.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites che ha verricellato sull’infortunato il Tecnico di Elisoccorso, l’equipe medica e la Guardia attiva del Soccorso Alpino di turno a Canazei. Dopo essere stato stabilizzato, l’infortunato è stato recuperato a bordo dell’elicottero e trasferito all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Mancato rientro in Val di Ledro: fungaiolo disperso da ieri ritrovato in vita

Mercoledì 9 settembre 2020

Il fungaiolo del 1948 residente a Vigevano (Pv), disperso da ieri nei boschi della Val di Ledro, è stato ritrovato in vita in una zona molto ripida e impervia nei pressi di malga Cap, sopra l’abitato di Tiarno di Sotto a una quota di circa 1.500 m.s.l.m.. Il suo mancato rientro era stato denunciato dai familiari al Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 20 di ieri sera quando non lo hanno visto tornare all’orario concordato. L’uomo è stato ritrovato lungo un canale molto ripido, in buone condizioni di salute, era cosciente ma lamentava dolori a una gamba. Da una prima ricostruzione sembra sia scivolato nel canale nel tardo pomeriggio di ieri, senza più riuscire a ritornare sui propri passi in autonomia e senza riuscire a contattare nessuno poiché nella caduta aveva perso il cellulare.

Le ricerche erano cominciate nella tarda serata di ieri. Dopo che i Vigili del Fuoco della Val di Ledro hanno trovato la macchina dell’uomo parcheggiata nei pressi di malga Cap sopra Tiarno di Sotto, a una quota di circa 1.400 m.s.l.m., il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento di una squadra della Stazione Val di Ledro e dell’unità cinofila. In collaborazione con il cane molecolare della Scuola Provinciale Cani da Ricerca e Catastrofe e con i Vigili del Fuoco che hanno messo a disposizione i droni, i soccorritori hanno effettuato una ricerca nella notte scandagliando i sentieri e i boschi attorno alla macchina. Le ricerche sono riprese alle prime luci di questa mattina ed hanno visto coinvolti gli operatori delle Stazioni Val di Ledro, Valle del Chiese e Riva del Garda del Soccorso Alpino, i Vigili del fuoco della Val di Ledro, le unità cinofile del Soccorso Alpino, della Croce Rossa, della Scuola Provinciale Cani da Ricerca e Catastrofe e della Guardia di Finanza. Sulla base delle celle telefoniche agganciate dal cellulare del disperso l’area della ricerca è stata circoscritta e verso le 13.30 l’uomo è stato individuato e raggiunto grazie alla traccia seguita da un’unità cinofila. Considerato il terreno molto ripido e impervio, per il recupero è stato fatto intervenire l’elicottero, con il Tecnico di Elisoccorso che ha verricellato l’infortunato a bordo. L’uomo è stato trasferito all’ospedale Santa Chiara di Trento per gli accertamenti medici. 

Numerosi gli interventi di giornata in montagna

Sabato 5 settembre 2020

Oltre all’intervento sul Diedro Armani – Torre d’Ambiéz, di cui si è data notizia nel comunicato precedente, nella giornata di oggi si sono susseguite numerose operazioni di soccorso alpino. Tra queste:

alle 10.30 la Centrale Unica Emergenza è stata allertata per un incidente ai danni di un biker veneto del 1995 che si è procurato una frattura esposta dell’arto inferiore sulla pista Valbiolo nel Bike Park del passo Tonale. Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale ha inviato sul posto una squadra della Stazione Vermiglio che ha prestato il primo soccorso all’infortunato. Vista la gravità della ferita è stato richiesto anche l’intervento dell’elicottero che ha trasferito il biker all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Un’escursionista di Pistoia del 1953 è stata soccorsa sul sentiero che da passo Pordoi porta a forcella Pordoi per un trauma alla caviglia. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 11.25.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero. L’infortunata si trovava vicino ai cavi di una teleferica; per evitare che le pale dell’elicottero si impigliassero nella teleferica, è stata elitrasportata in quota una squadra di operatori della Stazione Alta Fassa che hanno stabilizzato l’infortunata e la hanno trasportata con la barella portantina fino alla piazzola di forcella Pordoi dove, nel frattempo, era atterrato l’elicottero. La donna è stata portata all’ospedale di Cavalese.

Poco prima di mezzogiorno altri due biker sono stati soccorsi sulle piste del Bike Park di Lavarone e della Paganella. Nel primo caso l’infortunato si è procurato un trauma alla spalla ed è stato raggiunto da una squadra della Stazione Altipiani. Dopo essere stato stabilizzato, l’uomo di 53 anni di Rovereto è stato trasportato con la barella e consegnato all’ambulanza. Nel secondo caso, un biker minorenne si è infortunato ad un arto inferiore sulla pista Blade runner. Sul posto si è portata la Guardia attiva del Soccorso Alpino di turno a Molveno che ha prestato il primo soccorso all’infortunato e lo ha consegnato all’ambulanza.

Alle 15.30 un escursionista del 1978 della provincia di Brescia è stato recuperato sul sentiero n. 1 Alta Via dell’Adamello, sotto il passo Monocola a una quota di circa 2.400 m.s.l.m. perché non era più in grado di proseguire il suo cammino in autonomia a causa della stanchezza.
Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha effettuato un sorvolo sulla zona senza riuscire a trovare l’escursionista, non più raggiungibile al telefono. L’elicottero è sceso a valle per caricare a bordo una squadra di operatori della Stazione Valle del Chiese per tentare una ricerca via terra. Poco dopo aver sbarcato la prima squadra in quota, l’escursionista è stato individuato e recuperato a bordo dell’elicottero. Insieme ai soccorritori è stato portato a valle a Daone; per lui non è stato necessario il ricovero in ospedale.

Intervento sul Diedro Armani – Torre d’Ambiéz (Dolomiti di Brenta, San Lorenzo in Banale)

Sabato 5 settembre 2020

Una donna della provincia di Bergamo di 49 anni è stata elitrasportata in gravi condizioni all’ospedale Santa Chiara di Trento dopo essere precipitata per alcuni metri in parete sul Diedro Armani – Torre d’Ambiéz (Dolomiti di Brenta). La donna stava affrontando il quarto tiro da prima di cordata quando, per cause da accertare, è precipitata sbattendo violentemente sulla roccia ed ha perso conoscenza. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivato verso le 11.40 dalle tre compagne che stavano procedendo in due cordate diverse. 

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero. Per un caso fortuito un soccorritore della Stazione San Lorenzo in Banale si trovava nelle vicinanze e, prima dell’arrivo dell’elicottero, è riuscito a raggiungere la cordata per metterla in sicurezza, a prestare il primo soccorso all’infortunata e a stabilizzarla per consentirne il recupero da parte dell’elicottero. Una volta giunto sul posto, l’elicottero ha verricellato in parete il Tecnico di Elisoccorso che, con il supporto del soccorritore, ha recuperato l’infortunata a bordo. Mentre la donna veniva trasferita all’ospedale Santa Chiara di Trento, l’operatore della Stazione San Lorenzo in Banale, supportato da una Guida alpina che si trovava sul posto, ha assistito le tre compagne illese nella calata fino alla base della parete e, successivamente, le ha accompagnate a valle in sicurezza.

Foto di Simone Elmi

Escursionista scivola in un canale nei pressi del rifugio Pradidali (gruppo Pale di San Martino)

Venerdì 4 settembre 2020

Un escursionista tedesco del 1967 è stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento per i traumi e le ferite riportati in seguito a una scivolata lungo un canale di sfasciumi e roccette nei pressi dell’attacco della ferrata Porton e del rifugio Pradidali (gruppo Pale di San Martino). L’uomo era in compagnia della moglie e stava percorrendo un tratto di sentiero impervio quando ha perso l’equilibrio ed è ruzzolato per una quindicina di metri. L’allarme al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivato verso le 16.45 da parte del gestore del rifugio Pradidali allertato da alcuni escursionisti che avevano assistito all’incidente. 

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica. L’infortunato, sempre cosciente, è stato stabilizzato, imbarellato e recuperato a bordo dell’elicottero per essere trasferito all’ospedale Santa Chiara di Trento. Non è stato necessario l’intervento degli operatori della Stazione Primiero, pronti in piazzola per dare eventuale supporto nelle operazioni di recupero.  

Incidente mortale sotto cima Pope (gruppo del Latemar)

Venerdì 4 settembre 2020

Un escursionista di nazionalità tedesca del 1948 ha perso la vita nella tarda mattinata di oggi nel gruppo del Latemar. L’uomo aveva percorso il sentiero numero 17 fino al Pulpito di cima Pope e stava proseguendo il cammino verso la cima insieme al figlio quando, dopo aver perso la traccia del sentiero, è ruzzolato per oltre cento metri lungo un ripido pendio. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 11.30 dal compagno di escursione.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha verricellato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe sanitaria. Il medico, purtroppo, non ha potuto fare altro che constatare il decesso dell’uomo. Nel frattempo, l’elicottero è sceso a valle ed ha recuperato a bordo due operatori della Stazione Centro Fassa per portarli in quota ed assistere il figlio. Una volta ottenuto il nullaosta da parte delle autorità, la salma è stata ricomposta ed elitrasportata a Pozza di Fassa. In una seconda rotazione l’elicottero è tornato in quota per riportare a valle anche il figlio e i due soccorritori che erano rimasti con lui.