• +112
  • info@soccorsoalpinotrentino.it

Archivio comunicati stampa

Intervento sul sentiero Viel del Pan (Canazei, Val di Fassa)

Lunedì 31 agosto 2020

Un escursionista toscano di 63 anni si è procurato un trauma all’arto inferiore nella tarda mattinata di oggi sul sentiero Viel del Pan. L’uomo stava camminando lungo il sentiero quando è caduto e si è infortunato nei pressi dell’omonimo rifugio. La chiamata al Numero Unico 112 è arrivata poco dopo le 11.30. 

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino settentrionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero dell’Aiut Alpin Dolomites che ha sbarcato sul posto il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica. A supporto dell’equipaggio anche un operatore della Stazione Alta Fassa che si trovava in quota. L’infortunato è stato stabilizzato, imbarellato e recuperato a bordo dell’elicottero con il verricello per essere trasferito all’ospedale di Cavalese. 

Intervento delicato sul sentiero a valle del rifugio Pradidali (gruppo delle Pale di San Martino)

Domenica 30 agosto 2020

Si è concluso verso le 14 un intervento delicato in soccorso ad una donna con un problema alla caviglia e ad altri escursionisti in difficoltà a causa del maltempo, sul sentiero 709 che dal rifugio Pradidali conduce a valle lungo la Val Canali (Primiero). La donna, del 1948 della provincia di Vicenza, stava scendendo lungo il sentiero per fare ritorno a valle insieme a un gruppo di altri nove escursionisti con il quale aveva trascorso la notte al rifugio, quando è caduta facendosi male alla caviglia a una quota di circa 1.800 m.s.l.m. La pioggia in corso, infatti, aveva scaricato una grande quantità di acqua e sul sentiero si era formato un ruscello che aveva reso molto scivoloso il terreno, mettendo in difficoltà l’intero gruppo e altre due coppie di escursionisti che stavano sopraggiungendo. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 10.15.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico, considerate le pessime condizioni meteorologiche che non consentivano il recupero con l’elicottero a causa della nebbia, del vento e della pioggia, ha inviato sul posto una squadra di nove operatori della Stazione Primiero. In circa un’ora e mezza i soccorritori hanno raggiunto il gruppo a piedi e hanno provveduto a stabilizzare l’infortunata. Fortunatamente, una finestra di beltempo ha permesso all’elicottero di decollare da Trento verso le 12. Una volta sul posto, il Tecnico di Elisoccorso ha verricellato a bordo dell’elicottero l’infortunata, che è stata elitrasportata a valle alla Baita La Ritonda, dove la aspettava un’ambulanza per il trasferimento in ospedale. Gli operatori della Stazione Primiero, invece, sono rimasti con i compagni di escursione della donna e con altri quattro escursionisti presenti sul sentiero per accompagnarli a valle in sicurezza. Per aggirare il ruscello che si era formato sul sentiero, alcuni degli escursionisti sono sono stati calati con le corde per un breve tratto.

Intervento sul Piz de Sagron (gruppo del Cimonega): cordata recuperata dopo una notte all’addiaccio

Venerdì 28 agosto 2020

Si è concluso verso le 10.00 di questa mattina un complesso intervento per il recupero di una cordata di tre persone incrodate sul Piz de Sagron nel gruppo del Cimonega. La cordata, composta da tre ragazzi della provincia di Venezia, era partita ieri con l’intenzione di scalare la via Ariano Zanin ma ha sbagliato il percorso e si è ritrovata sul campanile che si sviluppa a sinistra della via. A una quota di 2.150 m.s.l.m. l’appiglio a cui il primo di cordata si era aggrappato ha ceduto facendolo volare per alcuni metri. Il sasso, inoltre, ha investito di striscio anche gli altri due compagni che lo seguivano. I tre ragazzi, che nell’incidente si sono procurati lievi ferite ed escoriazioni, hanno preferito chiamare il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 18.25 di ieri sera.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero. Dal Veneto è decollato l’elicottero del Suem perché gli elicotteri di Trentino Emergenza erano occupati in altri interventi. Purtroppo, a causa della scarsa visibilità causata da una fitta nebbia presente in quota, l’elicottero non è riuscito ad effettuare il recupero. Il maltempo non ha permesso nemmeno di elitrasportare gli operatori del Soccorso Alpino e Speleologico in quota per tentare un intervento via terra. Ai ragazzi, quindi, sono state fornite indicazioni via telefono per trascorrere la notte fuori e alle prime luci dell’alba, verso le 6.45, è decollato l’elicottero da Trento. Tuttavia, ancora a causa della nebbia, il recupero non è stato possibile. Verso le 8.30, grazie a una finestra di beltempo, l’elicottero ha trasportare al limite delle nebbie quattro operatori della Stazione Primiero che sono riusciti a raggiungere i tre ragazzi in circa 20 minuti di scalata. I soccorritori, quindi, hanno messo in sicurezza i tre ragazzi e li hanno calati in un posto più sicuro e dove la visibilità consentisse il recupero in hovering con l’elicottero. Una volta a bordo, sono stati elitrasportati a passo Cereda e da lì sono andati all’ospedale di Feltre in autonomia.

Lungo intervento sul monte Vioz e complesso intervento sul Piz Galin

Venerdì 28 agosto 2020

Si è concluso verso le 22.20 di ieri un complesso intervento per soccorrere una donna del 1970 e residente a Roma, che ha avuto un problema al ginocchio mentre stava scendendo lungo il sentiero che dal rifugio Vioz porta al Doss dei Gembri (gruppo Ortles Cevedale), a una quota di circa 2.900 m.s.l.m. La chiamata al Numero Unico 112 è arrivata verso le 18.15 dal compagno di escursione.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che, tuttavia, non ha potuto portare a termine il recupero a causa della nebbia fitta presente in quota. Quattro operatori della Stazione Pejo hanno raggiunto Doss dei Gembri con la Geep per effettuare il recupero da terra, sono stati imbarcati a bordo dell’elicottero e trasportati fino al limitare delle nebbie a una quota di circa 2.500 m.s.l.m.. I soccorritori hanno raggiunto a piedi l’infortunata in circa 40 minuti e dopo averla stabilizzata e imbarellata la hanno trasportata a spalla fino a valle con la barella portantina. In questa operazione i quattro operatori sono stati aiutati da altri quattro soccorritori della Stazione Pejo, che nel frattempo erano saliti a piedi da Doss dei Gembri per dare supporto. Una volta arrivati a Pejo Fonti, la donna è andata in ospedale in autonomia insieme al compagno.


Intervento complesso sul Piz Galin (Dolomiti di Brenta)

Nella giornata di ieri un altro intervento particolarmente complesso sul Piz Galin (Dolomiti di Brenta) per il recupero di un escursionista di 42 anni che ha perso la traccia del sentiero e si è trovato in una zona estremamente impervia caratterizzata da salti di roccia, a una quota di circa 2.200 m.s.l.m.. Impossibilitato a proseguire autonomamente, ha chiesto aiuto al Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 16.30.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento della Guardia attiva di Molveno e della Guardia attiva di Fai della Paganella per soccorrere l’uomo via terra, considerata anche la scarsa visibilità in quota dovuta alla presenza di nebbia. La Guardia attiva di Molveno – poiché nel frattempo quella di Fai della Paganella è stata deviata su un altro intervento – è stata imbarcata a bordo dell’elicottero al rifugio Montanara per essere portata il più vicino possibile all’escursionista. Durante il sorvolo, però, è stato possibile constatare che l’uomo si trovava in un luogo estremamente ripido in mezzo alle rocce e pericoloso da raggiungere a piedi. È quindi intervenuto l’elicottero con a bordo il Tecnico di Elisoccorso che è stato verricellato sull’escursionista, in difficoltà ma incolume. Una volta recuperato a bordo del velivolo, l’uomo è stato trasportato ad Andalo senza il bisogno di essere trasferito in ospedale.

Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino raccomanda di prestare la massima attenzione durante le escursioni nel seguire i sentieri segnalati e di evitare di allontanarsi dai percorsi battuti.

Intervento delicato in soccorso di un fungaiolo nei boschi del passo Redebus

Martedì 25 agosto 2020

È stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento per i traumi riportati a causa di una scivolata lungo un pendio impervio e scivoloso nel bosco nei pressi del passo Redebus, un fungaiolo del 1970 di Pergine Valsugana. L’uomo si trovava con la moglie nel bosco, sopra la strada provinciale che porta a malga Pec, quando ha perso l’equilibrio ed è ruzzolato sbattendo violentemente la testa e la schiena. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 16.20 da parte della moglie.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino centrale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento degli operatori della Stazione di Pergine. Sul posto anche l’ambulanza, la Croce Rossa di Bedollo e i Vigili del Fuoco. L’uomo si trovava in una zona impervia, caratterizzata dalla presenza di numerosi schianti. Il suo recupero si è quindi rivelato particolarmente complicato. Vista la dinamica dell’incidente e il posto in cui si trovava l’infortunato, è stato chiesto l’intervento dell’elicottero. Mentre i Vigili del Fuoco procedevano nel tagliare alcune piante per facilitare il recupero, gli operatori hanno stabilizzato l’infortunato e lo hanno imbarellato. L’elicottero, una volta arrivato sul posto, ha verricellato il Tecnico di Elisoccorso e l’equipe medica e, successivamente, ha verricellato a bordo il paziente per il trasferimento all’ospedale Santa Chiara di Trento. L’intervento si è concluso verso le 19.


L’elicottero è intervenuto nel tardo pomeriggio in soccorso di una donna anche al rifugio Cima D’Asta “O. Brentari”. La donna, insieme a un’altra persona, stava rientrando al rifugio dopo aver scalato la via Lino-Egidio sulla parete di cima d’Asta quando ha perso l’equilibrio ed è caduta a terra sulla roccia. Nella caduta ha battuto la testa e l’arto inferiore. I due sono riusciti a proseguire autonomamente fino ad arrivare al rifugio da dove hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 17.10. Il coordinatore dell’Area operativa Trentino orientale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che è salito in quota, ha imbarcato la donna a bordo e la ha trasportata all’ospedale di Borgo Valsugana.

Intervento per due escursionisti in difficoltà alla Bocca d’Armi (Dolomiti di Brenta)

Martedì 25 agosto 2020

Due escursionisti, un uomo del 1960 e una donna del 1961 di nazionalità tedesca, sono stati soccorsi nella tarda mattinata di oggi sulle Dolomiti di Brenta dopo essersi trovati in difficoltà sul ghiacciaio di Bocca d’Armi poco sopra il rifugio Alimonta (Dolomiti di Brenta) a una quota di circa 2.700 m.s.l.m. I due escursionisti si sono ritovati a percorrere a piedi il ghiacciaio con attrezzatura poco adeguata – ai piedi indossavano rampocini da escursionismo, poco adatti per pendii ripidi con neve dura e ghiaccio come quelli che caratterizzano la Bocca d’Armi – e si sono bloccati nel mezzo del percorso. La donna è poi scivolata per circa un’ottantina di metri finendo alla base della nevaio ghiacciato, poco lontano dal sentiero, ed è stata raggiunta da alcuni escursionisti che la hanno accompagnata fino al rifugio Alimonta. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 12.10.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero per soccorrere la donna che nella scivolata si era procurata ferite e abrasioni e per recuperare l’uomo sul ghiacciaio che non era in grado di proseguire in autonomia, infreddolito e spaventato. Per prima cosa l’elicottero ha individuato l’uomo e con il verricello il Tecnico di Elisoccorso lo ha recuperato a bordo del velivolo. Successivamente l’elicottero si è spostato al rifugio Alimonta per imbarcare anche la donna che, nel frattempo, era arrivata al rifugio accompagnata da alcuni escursionisti.
Prima di trasportare i due escursionisti all’ospedale di Tione per gli accertamenti medici, l’elicottero ha effettuato un secondo intervento per una donna che si era sentita poco bene sul sentiero 316 che collega il passo del Grostè al rifugio Tucket. La donna è stata imbarcata a bordo dell’elicottero e, insieme agli altri due escursionisti, è stata trasferita all’ospedale di Tione.
Non è stato necessario l’intervento degli operatori della Stazione Madonna di Campiglio, pronti in piazzola per dare eventuale supporto all’equipaggio.

Il Soccorso Alpino e Speleologico Trentino raccomanda di prestare la massima attenzione nella scelta dell’attrezzatura in base all’escursione che si intende intraprendere.

Alle 12 un altro intervento ha impegnato l’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico. Un ragazzo residente a Padova del 2008 si è sentito poco bene mentre si trovava in bicicletta in Val Meledrio (Val di Sole). Raggiunto dagli operatori della Stazione Val di Sole è stato stabilizzato e accompagnato fino all’ambulanza per il trasferimento all’ospedale di Cles.

Mancati rientri: due interventi di ricerca finiti nel migliore dei modi

Lunedì 24 agosto 2020

Ragazzo non rientra da un’escursione sul gruppo della Presanella, ricerca in mattinata. Ritrovato incolume in Val di Genova

L’escursionista, le cui ricerche erano cominciate in mattinata verso le 9, è stato ritrovato incolume in Val di Genova verso le 12.30. Il ragazzo, del 1998 di Arco, era uscito nella giornata di ieri per un’escursione in solitaria nel gruppo della Presanella, parcheggiando la propria auto a Malga Vallina d’Amola. Verso le 23 aveva chiamato i familiari dicendo loro di aver perso la traccia del sentiero e che avrebbe trascorso la notte all’addiaccio. Questa mattina verso le 9 i familiari, non vedendolo ancora rientare e non riusciendo a mettersi in contatto con lui telefonicamente, hanno chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto all’elicottero di effettuare un sorvolo nella zona tra il rifugio Cornisello, cima Presanella e il rifugio Segantini, meta presunta dell’escursionista. Dato l’esito negativo del sorvolo, una squadra di quattro operatori della Stazione Pinzolo è stata elitrasportata in quota al passo dei Quattro Cantoni per effettuare la ricerca da terra, mentre un’altra squadra cominciava a perlustare il sentiero che dal rifugio Cornisello porta al rifugio Segantini ed un’altra ancora percorreva a piedi la Val di Genova verso le cascate di Nardis. In una seconda rotazione, l’elicottero ha trasportato una squadra della Stazione Madonna di Campiglio sulla cima Cornisello sopra il lago di Vedretta. Nel frattempo sono state allertate anche le Stazioni Val di Sole, Vermiglio e Pejo e le unità cinofile del Soccorso Alpino, pronte ad essere elitrasportate in quota per dare supporto alle altre squadre. Fortunatamente, verso le 12.30, il ragazzo è riuscito a mettersi in contatto con i genitori chiedendo in prestito un cellulare ad un altro escursionista, dicendo che si trovava in Val di Genova, nei pressi della strada principale. Raggiunto dalla squadra della Stazione di Pinzolo che si trovava in zona per le ricerche, è stato riportato dai familiari. Il ragazzo, incolume, non ha avuto bisogno di nessun ricovero in ospedale.
Alle operazioni di ricerca hanno partecipato anche i Vigili del Fuoco, la Guardia di Finanza e i Carabinieri.


Mancato rientro: fungaiolo ritrovato illeso nei boschi di Campo Carlo Magno (Madonna di Campiglio)

Si è conclusa verso le 20.45 l’operazione di ricerca di un fungaiolo il cui mancato rientro era stato denunciato dalla moglie poco dopo le 19. L’uomo, residente a Vobarno (BS) del 1935, è stato ritrovato disorientato ma illeso nei boschi nella zona di Campo Carlo Magno (Madonna di Campiglio) nei pressi di Malga di Darè a una quota di circa 1.700 m.s.l.m., dove si era diretto da solo in mattinata per cercare funghi. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 19.10 dopo che l’uomo non si è presentato all’appuntamento con la moglie.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha organizzato le ricerche inviando nella zona di Pradalago-Campo Carlo Magno una ventina di operatori delle Stazioni Madonna di Campiglio e Pinzolo per perlustrare i boschi dove l’uomo aveva detto che sarebbe andato, mentre le forze dell’ordine si focalizzavano sulle strade dell’abitato di Madonna di Campiglio. Dopo poco più di un’ora i soccorritori hanno trovato l’uomo che vagava per il bosco, illeso ma senza riuscire a trovare la strada di ritorno. L’uomo è stato accompaganto a valle in sicurezza; per lui non è stato necessario il ricovero in ospedale. Fondamentale la sinergia con i Vigili del Fuoco che hanno collaborato alle operazioni di ricerca, supportando le squadre delle Stazioni del Soccorso Alpino e Speleologico.

Intervento sul monte Re di Castello (gruppo Adamello, val Daone)

Sabato 22 agosto 2020

È stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento un escursionista che ha perso l’equilibrio ed è ruzzolato per diversi metri battendo violentemente la testa e procurandosi politraumi ed escoriazioni. L’uomo si trovava da solo, al di fuori della traccia del sentiero, in una zona rocciosa poco sotto la cima Re di Castello sul versante trentino (gruppo Adamello, val Daone). È stato lui stesso ad attivare la macchina dei soccorsi chiamando il Numero Unico per le Emergenze 112 verso le 11.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino occidentale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che ha effettuato un sorvolo sulla zona dell’incidente senza riuscire ad individuare l’infortunato nell’immediato per la presenza di nebbia in quota e poiché, nel frattempo, il cellulare dell’infortunato non aveva più campo. L’elicottero, quindi, è sceso in piazzola per imbarcare a bordo quattro operatori della Stazione Valle del Chiese da trasportare in quota per effettuare la ricerca da terra. Fortunatamente, nel frattempo, l’infortunato è riuscito a rimettersi in contatto con il Coordinatore di zona e a guidare l’elicottero nel luogo esatto in cui si trovava. A questo punto il Tecnico di Elisoccorso e i soccorritori sono stati verricellati sul posto per assistere l’infortunato mentre, in una seconda rotazione, anche l’equipe medica veniva verricellata sul posto. L’infortunato, in stato cosciente ma con ferite importanti a testa e gambe, è stato stabilizzato, imbarellato e verricellato a bordo dell’elicottero per il trasporto all’ospedale Santa Chiara di Trento. I quattro soccorritori della Stazione Valle del Chiese sono rientrati a valle a piedi.

Intervento alla falesia Ampola (Val di Ledro)

Venerdì 21 agosto 2020

Un ragazzo del 1992 residente a Verona è stato elitrasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento con politraumi in seguito a un incidente in falesia. Il ragazzo si trovava al terzo rinvio della falesia Ampola in Val di Ledro, nei pressi del passo d’Ampola tra l’abitato di Tiarno di Sopra e Storo, quando ha perso l’appiglio ed è precipitato per alcuni metri finendo a terra alla base della parete. La chiamata al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata verso le 13.20 dai compagni che erano con lui. 

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha chiesto l’intervento dell’elicottero che è atterrato nel prato vicino ed ha fatto sbarcare l’equipe sanitaria. Nel frattempo anche una squadra della Stazione Val di Ledro si è portata sul posto. Il ragazzo, in stato cosciente, è stato stabilizzato, imbarellato e imbarcato a bordo dell’elicottero per il trasferimento all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Sospese le ricerche di una coppia di tedeschi rientrati in autonomia al campeggio dove alloggiano

Venerdì 21 agosto 2020

Sospese le ricerche della coppia di tedeschi cominciate nella notte: verso le 9.30 di questa mattina i due turisti, un uomo del 1958 e una donna del 1960, sono rientrati in autonomia al campeggio dove alloggiano in Valle del Sarca. Le loro ricerche erano cominciate verso le 23 di ieri sera quando dal campeggio avevano chiamato il Numero Unico per le Emergenze 112 allarmati per il loro mancato rientro. I due turisti erano partiti in mattinata dicendo che avrebbero fatto un’escursione sulla ferrata Che Guevara sul Monte Casale (valle del Sarca), lasciando i cellulari nella tenda. Non vedendoli rientrare e non riuscendo a mettersi in contatto con loro, i vicini di tenda si sono allarmati.

Il coordinatore dell’Area operativa Trentino meridionale del Soccorso Alpino e Speleologico ha dato avvio alle ricerche facendo intervenire gli operatori delle Stazioni Riva del Garda e Giudicarie Esteriori per perlustrare il sentiero del Rampin, il classico percorso di rientro dalla ferrata. Alcuni testimoni, infatti, avevano raccontato di aver visto i due escursionisti al termine della ferrata verso le 20. In azione anche i Carabinieri e i Vigili del Fuoco di Lomaso, Arco e Dro che hanno collaborato alle operazioni di ricerca lungo le strade forestali e con i droni. Verso le 23.30 l’elicottero ha effettuato un sorvolo con visori notturni e termocamera ma ogni tentativo ha dato esito negativo. Le ricerche sono ricominciate alle prime ore di questa mattina con le squdre di soccorritori che hanno cominciato a perlustrare anche il sentiero che dal termine della ferrata Che Guevara scende verso il Limarò. Le ricerche sono state sospese verso le 9.30 quando la coppia ha fatto rientro al campeggio dopo aver deciso di trascorrere la notte fuori, ignara delle ricerche in corso.